07/05/21 - ESONERO CONTRIBUTI IMPRESE AGRICOLE: DIFFERIMENTO TERMINE DOMANDE

A cinque giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande di esonero per i contributi relativi al primo semestre 2020 (01.01.20-30.06.20) per le aziende operanti nel settore agricolo, l’Inps, con messaggio n. 1850 del 7 maggio 2021, ha reso noto che - per semplificare la procedura ed adeguare, conseguentemente, le istanze con le relative dichiarazioni dei richiedenti - è sospesa la disponibilità del modulo di richiesta e relativa procedura di autorizzazione alla fruizione del beneficio.

Un ulteriore messaggio comunicherà la data di disponibilità del modulo aggiornato e il nuovo periodo di presentazione delle istanze, che, in base alla circolare n. 57 del 12.04.2021, dovevano essere inviate entro il 12 maggio 2021.

-->L’Istituto chiarirà anche i casi particolari in cui i contribuenti che hanno già inoltrato la domanda dovranno presentarne una nuova<--

Non possiamo non segnalare il nostro totale disappunto e il nostro sconcerto davanti a norme che cambiano da un giorno all’altro, senza che venga dato alcun peso al tempo, alle risorse, alla professionalità impiegati dai Consulenti del lavoro nei n.30 giorni messi a disposizione dall’Inps per la preparazione e l’inoltro delle istanze, tra l’altro estremamente complesse.

L’estrema complessità delle istanze è dovuta al fatto che il beneficio spetta alle aziende agricole nei limiti del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del Covid-19” (pari a 225 mila euro) e in relazione a questo gli interessati sono stati tenuti a rintracciare e successivamente dichiarare nella domanda tutti gli aiuti percepiti o richiesti rientranti nel predetto “Quadro temporaneo” facendo riferimento anche ad eventuali casistiche di “azienda in difficoltà alla data del 31.12.19”, “Micro o Piccola Impresa ai sensi dell’allegato I° del regolamento generale di esenzione per categoria”, “Impresa unica”, ecc..

Cambiare disposizioni, tempistiche e anticipare che coloro che già si erano attivati inviando le domande (in scadenza 5 giorni più tardi) dovranno provvedere a ripresentarle, appare incomprensibile e certamente sintomatico di una grave inconsapevolezza da parte dell’Istituto dell’enorme lavoro svolto dai Consulenti negli ultimi 18 mesi e in questa delicata fase di ripresa per le aziende e il Paese.